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sabato 12 dicembre 2015

Il tema di Alessio Pignatelli, secondo classificato 2015 nella sezione biennio

TEMA

- 1915-2015: centenario dell’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra.
Testimonianza della dedizione e del sacrificio profusi nel corso della Prima Guerra Mondiale, è la motivazione della 1ª Medaglia d’Oro al Valor Militare di cui fu insignita il 5 giugno 1920 la Bandiera dell’Arma (motivo per cui la Festa dell’Arma si celebra sotto questa data): “Rinnovellò le sue più fiere tradizioni con innumerevoli prove di tenace attaccamento al dovere e di fulgido eroismo, dando validissimo contributo alla radiosa vittoria delle armi d’Italia”.
Approfondisci con una ricerca ed esponi gli eventi bellici che più ti hanno colpito di quei terribili anni; commenta con tue riflessioni sia questi, che il gravoso ruolo svolto dai Carabinieri, i quali, oltre all’assolvimento dei compiti tradizionali di mantenimento dell’ordine pubblico nel Paese, furono impegnati a presidiare le prime linee durante le avanzate dell’esercito austro-ungarico, ad assistere e organizzare le retrovie sconvolte dalle colonne di popolazione civile in fuga, a svolgere delicate missioni di spionaggio e controspionaggio, ad esercitare compiti di polizia militare e ad eseguire le sentenze dei tribunali contro disertori e traditori.

SVOLGIMENTO


"Morire , non ripiegare".

Così Cadorna era solito dire per incitare l’esercito italiano a prove di tenacia ed eroismo. Quest’ultimo dimostrò subito la comprensione di tali parole.
 Il ruolo dell’Arma nella battaglia dei Podgora è stato, infatti, uno dei più limpidi esempi di caparbio attaccamento al dovere. Il 19 luglio 1915, a poco meno di due mesi dall’entrata in guerra dell’Italia, avvenuta il 24 maggio, il II° e il III° Battaglione misero in atto una straordinaria avanzata “alla baionetta” verso quota 240 del monte Podgora, presidiata dalle trincee austriache.
Alle 10,45 venne dato l’ordine di assalto e il III° Battaglione dispose le proprie compagnie su tre successivi allineamenti. Il fuoco nemico, particolarmente intenso, portò ad un rallentamento della parte centrale della prima linea, costituita dall’8° Compagnia. Tale rallentamento provocò, inizialmente, un parziale arresto della 7° Compagnia, che costituiva la seconda linea, tuttavia quest’ultima riuscì, con un movimento molto ardito, a scavalcare il reparto che la precedeva e a raggiungere i reticolati nemici.
In quest’azione straordinaria perse la vita, tra gli altri, il Capitan Losco, primo ufficiale dei Carabinieri a trovare “gloriosa” morte in battaglia nella Grande Guerra.
Anche la 9° Compagnia, insieme al II° Battaglione, con gran coraggio, riuscì a raggiungere i reticolati, dove l’esercito italiano, malgrado l’intensità del fuoco austriaco, consolidò le proprie posizioni.
Questo assalto dimostrò l’eccezionale valore dei Carabinieri, i quali, come scrisse il Comandante della Brigata Pistoia, “stettero saldi ed impavidi sotto la tempesta di piombo e ferro che imperversava da ogni parte”.
Nel corso dei quattro lunghi anni di conflitto, l’esercito italiano non visse unicamente giornate di gloria, ma anche grandi sconfitte. La disfatta più importante si verificò tra il 24 ottobre e il 12 novembre 1917 e passò alla storia come battaglia di Caporetto.
Con la crisi della Russia dovuta alla rivoluzione socialista, l’esercito austro-ungarico poté trasferire numerose truppe dal fronte orientale a quello italiano. Alle 2 del 24 ottobre i soldati nemici iniziarono il loro assalto, cogliendo tatticamente impreparato il Comando italiano, che fu costretto nei giorni successivi ad ordinare la ritirata prima verso il Tagliamento, poi fino al Piave.
Fu proprio in quelle tragiche giornate che emerse maggiormente l’opera dei Carabinieri, che si distinsero in un’azione senza limiti di competenze. Dovettero mantenere le truppe compatte  e, allo stesso tempo, proteggere l’esodo della popolazione civile.
Particolarmente gravoso fu tenere a bada gli “sbandati”, cioè quei militari che, per paura oppure perché si sentivano traditi dai superiori, si davano alla fuga, mettendo a rischio non solo la propria incolumità, ma anche quella dei compagni. Tra i compiti dell’Arma vi era infatti, anche quello di reprimere i disertori, ma normalmente intervenivamo dopo una sentenza del Tribunale. Durante quella ritirata, però, furono costretti ad agire arbitrariamente, spesso a rischio della loro stessa vita.
Riuscirono a controllare la situazione in modo da evitare perdite maggiori e a permettere una riorganizzazione dell’esercito, che costituì una nuova linea difensiva sul Piave.
Se è vero che “la forza si dimostra passando attraverso difficoltà senza arrendersi”, allora l’Arma deve essere orgogliosa del valore mostrato nella Prima Guerra Mondiale. L’operato nella Grande Guerra viene ricordato proprio perché ciascun Carabiniere è fiero di indossare la propria divisa, testimoniando con le parole  e con l’esempio gli ideali gloriosi che rappresenta.
Trovo, pertanto, giusto e coerente, che i militari che, ai giorni nostri, si distinguono in azione eroiche, vengano premiati nel giorno della Festa dell’Arma , in quanto questa è stata fissata il 5 giugno poiché in questa data nel 1920 la Bandiera dell’Arma è stata insignita della prima Medaglia d’ Oro al Valor Militare, in virtù dello straordinario operato nella Grande Guerra.


Alessio Pignatelli

Il tema di Sara Raffa, vincitrice 2015 per la sezione triennio

1915-2015: Centenario dell’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra.

Testimonianza della dedizione e del sacrificio profusi nel corso della Prima Guerra Mondiale, è la motivazione della 1ª Medaglia d’Oro al Valor Militare di cui fu insignita il 5 giugno 1920 la Bandiera dell’Arma (motivo per cui la Festa dell’Arma si celebra sotto questa data): “Rinnovellò le sue più fiere tradizioni con innumerevoli prove di tenace attaccamento al dovere e di fulgido eroismo, dando validissimo contributo alla radiosa vittoria delle armi d’Italia”.

SVOLGIMENTO

Duecentoventi gli alberi del Viale della Rimembranza, a Novi Ligure, vicino alla mia casa.
Non mi ero mai posta la domanda su quegli alberi e sono stati una vera scoperta in occasione di questo mio lavoro, mentre mi documentavo alla ricerca dei nomi dei  valorosi militi novesi e del basso Piemonte distintisi nel corso della Grande Guerra.
Nel 1923, un gruppo di bambini della scuola elementare Pascoli di Novi ligure piantò 237 alberi nel viale della Rimembranza: un albero per ogni novese caduto nella Prima guerra mondiale.
Mi crea una certa tristezza sapere che ai giorni nostri, per scelte varie, politiche e strategiche, diversi alberi sono stati abbattuti: è come se mancassero alla memoria collettiva alcuni nomi di eroi.

Non conoscevo gli eventi della Grande Guerra, poiché a scuola il primo ‘900 è stato poco approfondito.
In questo conflitto non mancò il grande contributo dell’Arma. Numerosi sono stati i Carabinieri valorosi; ho potuto nominarne solo qualcuno, cercando di ricordare prevalentemente quelli del basso Piemonte.
L'aeronautica fu una componente estremamente importante per via degli aerei in supporto ai soldati in trincea. Memorabili restano le parole del leggendario Barone Rossoin una lettera alla madre: " Quando volo al di sopra delle trincee fortificate e i soldati gridano di gioia.... Madre, questa è la mia ricompensa più bella".
Ben 173 furono i piloti militari che si arruolarono nelle file dei Carabinieri, numerosi dei quali si distinsero per audacia e competenza.
Ernesto Cabruna, tortonese, a 18 anni si arruolò nei Carabinieri a Roma.
Già a 19 anni si distinse nelle operazioni di salvataggio delle popolazioni durante il terremoto che nel 1908 colpì la Calabria e la Sicilia.
Gli venne assegnato il comando della Stazione Carabinieri di Salbertrand, ma decise di partecipare come volontario durante una battaglia sull'altopiano di Asiago nel 1915, vedendosi assegnata la medaglia di bronzo  al valor militare per aver coraggiosamente soccorso dei feriti.
Tra i piloti merita sicuramente di essere ricordato il Maggiore Cosma Manera che riuscì a salvare un gruppo di soldati prigionieri nelle steppe siberiane organizzando due plotoni e, tra varie avventure, li riportò  in salvo in Manciuria, Cina, soccorrendone circa 8000.
Le trincee erano come dei gironi danteschi in cui i soldati vivevano in condizioni disumane, con il costante pensiero della morte fuori da quel rifugio da cui dovevano uscire e combattere con baionette, mazze ferrate, vanghe e qualche mitragliatrice. Sapevano che ogni loro giorno sarebbe potuto essere l'ultimo, ma dovevano obbedire all'ordine degli ufficiali.
La solidarietà era un valore ben presente: il vivere in quel modo angusto, umiliante, sacrificato li faceva sentire coesi e "nella stessa barca".
A volte c'erano delle ribellioni che venivano sedate con la fucilazione.
Tutti gli italiani, nessuno escluso, venivano chiamati alla guerra e chi scappava o cercava rifugio nelle campagne veniva ricercato dai Carabinieri.
I compiti dell’Arma erano diversi: dovevano difendere le città da incursioni nemiche, si occupavano di prevenzione e repressione dei reati comuni, vigilavano sulle truppe di soldati durante i trasferimenti, proteggevano obiettivi sensibili come armerie, porti, linee ferroviarie, si occupavano della ricerca di disertori, proprio come il Carabiniere Luigi Sorgente, ucciso per mano di un fuggiasco.
Il caos regnava ovunque e spesso si trovavano a dover sedare rivolte popolari esplose per la penuria di cibo, come accadde a Torino dove  fu incendiata la chiesa di san Bernardino.
Non era una novità per i Carabinieri essere impiegati in eventi bellici, ma quello della Prima guerra mondiale fu il primo di proprozioni tanto vaste. Benché non fossero impiegati direttamente sui campi di battaglia, migliaia di uomini dell’Arma persero la vita collaborando coi combattenti e proteggendo i civili.
Edmondo De Amicis descrive, nel sacrificio del Tamburino sardo, seppure di molti anni prima, una scena  che era consueta durante i conflitti, con i Carabinieri a protezione della città e i cittadini certi  di potersi rivolgere a loro in caso di bisogno.
Sicuramente uno dei compiti più ingrati era la ricerca dei disertori che, una volta catturati, laddove non si recassero con immediatezza al fronte, venivano fucilati, spesso dai loro stessi commilitoni, per rendere la punizione più esemplare.
Il 19 luglio del 1915 tre battaglioni di Carabinieri furono protagonisti dell'assalto al monte Podgora, viatico nella riconquista di Gorizia. Erano stati mandati in 1600 e, nell'attesa che venisse loro ordinato l'attacco, contrassero il colera. Circa 300 di loro perirono per l'epidemia, mentre i sopravvissuti non versavano in buone condizioni. Il 19 luglio arrivò l'ordine di partire all'attacco e tutti, ufficiali e non, balzarono  fuori dalla trincea, attraverso il filo spinato. Gli ufficiali, con la pistola in pugno, inneggiando alla famiglia reale italiana, guidavano le truppe perendo per primi, mentre davano l'esempio ai  subordinati. I giornali austriaci parlarono di uomini che "parevano ubriachi". Probabilmente l'alcool rappresentò per tanti soldati l'unico sistema per farsi forza in una guerra dalle modalità assurde. Si dice che molti utilizzassero l'assenzio, potentissimo alcolico, proprio per avere il coraggio di andare all’attacco.
Dal 1894 il Corpo dei Carabinieri ha una sua bandiera, simbolo dell'unità nazionale, che per la prima volta fu portata in battaglia proprio nel combattimento di Podgora. 
Nel 1920 è Stata conferita la medaglia d'oro al valor militare alla Bandiera dei Carabinieri, grande esempio di eroismo, abnegazione e assolvimento del dovere da parte dei Carabinieri.

L’Italia ripudia la guerra, come recita la nostra Costituzione del 1948, e per questo i Carabinieri continuano ad essere presenti in paesi esteri a protezione di popolazioni vessate da governi antidemocratici.
Hanno operato in Palestina negli anni ‘90, nei Balcani, nell'ex-Jugoslavia nel corso dell’ ultima tremenda guerra civile, spesso con compiti di polizia internazionale, e in Iraq dove, a Nassiriya, nel 2003, diversi Carabinieri rimasero uccisi durante un attentato dinamitardo alla loro base. Tale impresa criminosa costò l'eroico sacrificio del Carabiniere Andrea Filippa che, nell’intento di sventare il colpo, riuscì a fermare i due attentatori presenti sul camion e intenzionati a entrare nella base per uccidere tutti i presenti.
A memoria dei caduti della Grande Guerra e di tutti coloro che si sono sacrificati in nome di alti ideali, restano gli alberi nel viale, che paiono rinnovare, nelle giornate autunnali, con la caduta delle loro foglie, le lacrime dei nostri Caduti che mormorano una preghiera alla Virgo Fidelis.
Nella certezza che non esiste inverno senza primavera, né notte senza mattina, questi alberi al contempo evocano la rinascita dell'uomo a nuova vita , con le parole del  poeta Ungaretti:  “M'illumino d' immenso”.


Sara Raffa

lunedì 23 novembre 2015

Comunicato stampa n. 2/2015

I matematici Giacomo ed Alessio e la multilingue Sara i vincitori delle Borse di Studio “Piero Salvati” 2015

Questa mattina, presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Alessandria, alla presenza del Comandante, Colonnello Enrico Scandone, si è svolta la conferenza stampa di premiazione dei vincitori della nona edizione delle Borse di studio “Piero Salvati”. La cerimonia è stata sottolineata dalla partecipazione di Pier Angelo Taverna, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, ormai da alcuni anni vicina, con il suo sostegno, all’iniziativa.

Il Presidente Taverna ha ribadito il forte apprezzamento della Fondazione per questa iniziativa a favore dell’Arma dei Carabinieri e dei suoi figli e studenti meritevoli. Una vicinanza che vede nella gestione efficiente e trasparente dell’Associazione Borse di studio “Piero Salvati” e della sua Commissione Esaminatrice un punto di riferimento e di affidabilità per la serietà e autorevolezza della manifestazione.
Taverna ha premiato i vincitori, consegnando loro anche il prestigioso “Atlante Storico dell’Alessandrino” edito dalla stessa Fondazione e si è complimentato con ognuno di loro per la grande qualità delle candidature espresse ed ha confermato la sua volontà nel proseguire nella collaborazione anche per il 2016, anno in cui si celebrerà il decennale dell’iniziativa.

Il Colonnello Enrico Scandone ha salutato i vincitori, i famigliari e gli organizzatori, ringraziando per aver perseguito in questi anni un’iniziativa così meritoria e a favore delle famiglie dell’Arma del nostro territorio. Tra i programmi del suo nuovo incarico, qui in Alessandria, ci sarà anche spazio per sostenere e fare ulteriormente crescere la visibilità e la partecipazione di un numero sempre maggiori di candidati all’annuale bando di concorso. A breve si aprirà un tavolo di lavoro coordinato dal Presidente dell’Associazione Borse di studio “Piero Salvati” e con la partecipazione di tutte le componenti coinvolte, a partire da quella dell’Arma, al fine di individuare le migliori progettualità future.

La premiazione, davanti a molti giornalisti presenti nella sala Comando di Piazza Vittorio Venete, ha visto protagonisti Giacomo Salvati e Alessio Pignatelli, rispettivamente 1° e 2° classificato nella categoria biennio ed entrambi provenienti dalla prima classe del Liceo Scientifico, che sono uniti dalla loro fortissima passione per la matematica, che li ha portati entrambe ad essere tra i più giovani finalisti della XVI Edizione delle Olimpiadi di Matematica, svoltesi lo scorso maggio a Cesenatico, e in rappresentanza delle squadre dei loro istituti scolastici di appartenenza, rispettivamente il Liceo Scientifico “Torquato Taramelli” di Pavia per Giacomo e il Liceo Scientifico “Guido Parodi” di Acqui Terme per Alessio.

Quest’anno per la Commissione Esaminatrice (composta dal Comandante Provinciale dei Carabinieri di Alessandria, Colonnello Enrico Scandone, dal Comandante della Compagnia Carabinieri di Tortona, Capitano Roberto Ghiorzi, dal Presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Tortona, Maresciallo Pierluigi Deriu, dal Direttore Generale del Ministero della Pubblica Istruzione della Provincia di Alessandria, dott. Antonino Meduri, oltre che dai fratelli Monica e Andrea Salvati, rispettivamente Vicepresidente e Presidente dell'Associazione Borsa di Studio Piero Salvati ONLUS) ci sono stati gli straordinari e una bella novità. La sua decisione, con la doverosa astensione dei membri familiari di Giacomo Salvati, ha premiato le qualità proprio di uno dei nipoti del Maresciallo Piero. Giacomo è molto felice e orgoglioso di questo risultato, per aver saputo onorare al meglio la memoria di suo nonno Piero, in questa nona edizione delle borse di studio a lui intitolate. Per Giacomo si tratta quindi esclusivamente di un’importantissima vittoria morale, avendo la famiglia Salvati rinunciato al premio economico della borsa di studio, rimettendola a favore del secondo classificato.

Giacomo (14 anni compiuti lo scorso 8 maggio) è nato a Pavia e sogna di laurearsi in matematica e oltre alla musica, di cui ama in particolare il genere rap, pop e funky, gioca a basket ed è appassionato di tecnologia e di astronomia. Della prima lo colpisce soprattutto la (quasi) perfezione dei processi, la precisione, la velocità e l’efficienza. Della seconda, invece, l’infinito, l’ignoto, ciò che deve essere ancora scoperto. A Giacomo piacerebbe molto essere l’autore di qualche scoperta. Un suo grande sogno è quello andare nello spazio, vedere l’infinito e tutta la sua misteriosa magnificenza.

Alessio (15 anni compiuti lo scorso 1 marzo) è nato e vive ad Acqui Terme e gli piacciono le lingue straniere per meglio conoscere le diverse culture internazionali. Studia inglese e russo, ma, come detto, la sua materia preferita è la matematica. La sua passione sportiva è la pallavolo. Gioca nella squadra di Acqui Terme e il suo sogno è di diventare un grande pallavolista nazionale. Al termine del Liceo vorrebbe iscriversi alla facoltà di Ingegneria del Politecnico di Torino.

Sara Raffa (18 anni da compiere il prossimo 11 marzo) è stata invece proclamata la vincitrice della sezione triennio grazie ad un tema di grande qualità stilistica e dal contenuto emozionante, che le ha permesso di superare altre candidate che, almeno in partenza, presentavano una media voti leggermente superiore.
Sara ha frequentato la terza classe del Liceo Linguistico “E. Amaldi” di Novi Ligure dove studia l’inglese, il francese e il tedesco. Nel suo tempo libero frequenta un corso di canto presso la scuola civica “Casella” di Novi Ligure, sia a livello individuale che nel coro giovanile, in qualità di giovane soprano. Non ha ancora deciso quale sarà il suo percorso universitario, ma certamente vorrebbe fare delle esperienze di studio all’estero, per migliorare le proprie conoscenze linguistiche e per conoscere nuove culture.

Sono quindi Alessio e Sara ad aggiudicarsi l’importante borsa di studio del valore di mille euro ciascuno che, in continuità con le ultime edizioni, sono state entrambe sostenute dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, a favore dei figli di carabinieri in servizio e residenti nella provincia di Alessandria e/o di iscritti ad una sezione provinciale dell’Associazione Nazionale Carabinieri (ANC).

"Siamo davvero onorati e orgogliosi della fiducia che la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria ha riposto in questa nostra ONLUS, nata nel 2007 per onorare la memoria di nostro padre, Piero Salvati, molto conosciuto e stimato ex Maresciallo dei Carabinieri e poi funzionario della Pubblica Amministrazione di Tortona – sottolinea Andrea Salvati, Presidente dell’Associazione dedicata a suo padre. Abbiamo con quest’anno già premiato ben 18 meritevoli studenti come Giacomo, Alessio e Sara, provenienti dalle migliore scuole secondarie del basso Piemonte e limitrofe. Davvero per noi fratelli Salvati e per nostra madre Isabella, il miglior modo per ricordare il nostro papà Piero, i suoi valori di onestà, lealtà e impegno, la sua passione per lo studio, la musica e, soprattutto, il suo amore per l'Arma dei Carabinieri."

Oltre alla presentazione dei voti conseguiti nella pagella finale dell’anno scolastico 2014-15, i candidati hanno potuto svolgere un tema d’italiano, che nel Bando di Concorso era introdotto da questa traccia:

“1915-2015: centenario dell’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra.                                           Approfondisci con una ricerca ed esponi gli eventi bellici che più ti hanno colpito di quei terribili anni; commenta con tue riflessioni sia questi, che il gravoso ruolo svolto dai Carabinieri, i quali, oltre all’assolvimento dei compiti tradizionali di mantenimento dell’ordine pubblico nel Paese, furono impegnati a presidiare le prime linee durante le avanzate dell’esercito austro-ungarico, ad assistere e organizzare le retrovie sconvolte dalle colonne di popolazione civile in fuga, a svolgere delicate missioni di spionaggio e controspionaggio, ad esercitare compiti di polizia militare e ad eseguire le sentenze dei tribunali contro disertori e traditori.”

Giacomo nel suo tema ha ricordato le terribili condizioni in cui vivevano i soldati della Prima Guerra Mondiale nelle trincee da cui dovevano condurre le terribili guerre di posizione, ma anche la magia del Natale del 2014, nel corso del quale i soldati austriaci ed inglesi uscirono allo scoperto contemporaneamente per una tregua bellica tanto voluta, quanto improvvisa, che portò le due fazioni a disputare tra loro un’incredibile e memorabile partita amichevole di calcio.
Sara ha poeticamente ritrovato negli alberi del Viale della Rimembranza di Novi Ligure la memoria di quei terribili anni, scoprendo il perché di quei fusti, piantati proprio nel lontano 1923 dagli allievi della scuola elementare “Giovanni Pascoli” di Novi Ligure per ricordare, uno ad uno, i 237 novesi caduti nel corso della Grande Guerra.

La cerimonia di premiazione si era svolta invece domenica mattina, presso il Duomo di Tortona, alla presenza di molte autorità della nostra Provincia, tra le quali, il Maggiore Giuseppe Di Fonzo, Comandante del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Alessandria, il Capitano Roberto Ghiorzi, Comandante della Compagnia Carabinieri di Tortona, il Maresciallo Pierluigi Deriu, Presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo sezione di Tortona, il Sindaco di Tortona Gianluca Bardone e il Consigliere della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, dott. Paolo Ronchetti, che ha indirizzato un sentito e cordiale saluto di ringraziamento all’iniziativa della famiglia Salvati e che ha premiato i vincitori, che hanno letto i loro elaborati. Ronchetti ha poi ricordato che il premio è ormai diventato un tradizionale, ambito e riconosciuto appuntamento per tutta la Provincia di Alessandria, e che la Fondazione CRAL è con orgoglio e da tanti anni a sostegno di questa iniziativa, gestita con grande trasparenza, continuità e serietà e che funge da ulteriore stimolo allo studio e alla partecipazione da parte di un numero sempre maggiore di giovani studenti figli dell’Arma, dalla quale nessuno dei presenti potrà mai sentirsi un “ex”, perché dall’Arma dei Carabinieri non si esce più, una volta che ne sei entrato a fare parte a vario titolo, anche solo come ausiliario, volontario o semplice figlio di Carabiniere. Infatti, con i suoi valori di unità, impegno e dedizione nella difesa della legalità e della giustizia, l’Arma è e resterà sempre un punto fermo e di garanzia per il nostro paese e per le vite di tutti i nostri tanti comuni italiani, così come nelle missioni di pace all’estero.

“Sono rimasto molto colpito dalle parole conclusive del tema di Giacomo – ha affermato il Capitano Ghiorzi a commento della premiazione – quando si chiede e ci chiede, a proposito del ruolo e dei compiti di polizia militare cui l’Arma fu anche chiamata nel corso dei tremendi anni della Grande Guerra 1915-1918: “Un carabiniere impegnato in battaglia, come fa ad uccidere un suo compagno di vita e di morte?”. Una domanda che deve aver angosciato non poco i nostri giovani colleghi di allora, pressati tra la loro umanità e il senso del dovere e di lealtà al Regno d’Italia, che portò alla triste fucilazione di molti disertori in fuga dalle terribili trincee della famosa guerra di posizione.

Il Sindaco di Tortona Gianluca Bardone, ha infine portato una testimonianza diretta e un dolce ricordo di semplicità, amicizia e rispetto che i suoi genitori hanno sempre avuto del maresciallo Piero, ricordando il paese di San Sebastiano Curone dove Piero incontrò la sua Isabella e iniziarono il loro progetto di vita e di famiglia insieme. “E’ per questa ragione, diretta e personale, che sono ancora più contento e sinceramente partecipe oggi di questa cerimonia di premiazione, che sento ancor più mia, in qualità di carabiniere ausiliario in congedo, a mia volta iscritto all’ANC di Tortona.”

Al termine della cerimonia di premiazione è stato commemorato uno dei grandi tortonesi della storia, quel capitano dei carabinieri Ernesto Cabruna, soprannominato il “combattente dei cieli” e primo tra i cosiddetti “eroi dell’aria” della Prima Guerra Mondiale per i suoi brillanti risultati nei combattimenti aerei, anch’egli citato esempio nei temi dei vincitori delle borse di studio.

Le lettere di presentazione e i temi dei vincitori di questa edizione 2015 saranno pubblicati sul sito della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e sul sito della stessa Associazione Borsa di Studio “Piero Salvati”, l’appuntamento per tutti i prossimi candidati è previsto per il 2016, sulla base dei risultati scolastici che essi andranno a conseguire in questo corrente anno scolastico e che ci porteranno già alla decima edizione del premio, davvero un significativo traguardo per un’iniziativa nata dall’amore del buon Maresciallo Piero per l’Arma, lo studio, la musica e la sua affezionatissima famiglia.


Alessandria, 23 novembre 2015


www.associazioneborsadistudiopierosalvati.blogspot.com                                 salvati64@gmail.com